lunedì 5 agosto 2013

Il Torrente Parma da Panocchia ad Alberi di Vigatto: una realtà (quasi) dimenticata che riserva sorprese



Il tratto di torrente Parma che ricade nel Quartiere Vigatto (tra l'abitato di Panocchia e l'abitato di Alberi) offre valenze naturalistiche molto elevate, tipiche degli habitat fluviali. L’area è caratterizzata da habitat che sono rappresentati da varie tipologie di vegetazione peculiare delle aste e dei greti fluviali padano- appenninici. Tali tipologie sono essenzialmente riconducibili alle formazioni arboree dominate da varie specie di Pioppo (soprattutto Populus alba e P. nigra) e Salice (Salix eleagnos in particolare), e da praterie aride sui suoli pensili dei caratteristici terrazzamenti perifluviali.
La peculiarità dell'area è rappresentata dal popolamento ornitico: le specie segnalate sono più di cento e quelle nidificanti quasi cinquanta. Tra le specie animali di interesse comunitario è accertata la nidificazione dell’occhione (Burhinus oedicnemus), del cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), del gruccione (Merops apiaster) e del succiacapre (Caprimulgus europaeus).
Ad oggi, tuttavia, lo stato di degrado del torrente in questo tratto è altrettanto alto: ovunque lungo le piste adiacenti all'alveo (in sponda sinistra) sono facilmente visibili discariche puntuali di materiali inerti e materiali ingombranti, nonché segni di edificazione impropria, baracche e ripari precari. I mezzi motorizzati (moto da cross, quad, fuoristrada) la fanno da padrone incuranti dei (pochi e sbiaditi) segnali di divieto di accesso ai mezzi motorizzati non autorizzati.
La realtà, però, non sempre è peggiore della fantasia, e varie iniziative partite dal basso stanno prendendo forma per cominciare a tradurre una così vasta ricchezza naturalistica in opportunità sia per il quartiere che per la città tutta.



Per quanto riguarda il problema rifiuti la popolazione locale si sta mostrando sensibile ed è sorta spontaneamente l’intenzione, da parte di un gruppo di cittadini, di rimuovere i rifiuti con mezzi propri: attraverso l’appoggio del Comune di Parma verrà istituita una giornata, a fine settembre, per la ripulitura delle piste dalla spazzatura.
Sempre attraverso la collaborazione del Comune, è stato prospettato l’avvio di un progetto di valorizzazione naturalistica e turistica che prevede, in primo luogo, la chiusura degli accessi ai mezzi motorizzati non autorizzati e, secondariamente, l’identificazione di un percorso pedonale e ciclabile univoco lungo l’intreccio di piste esistenti, la manutenzione finalizzata alla fruizione responsabile e la collocazione di pannelli informativi e punti di osservazione per la fauna ornitica (capanni di avvistamento). Tutto ciò si inserisce nell’ambito del “Progetto di tutela, recupero e valorizzazione degli ambiti fluviali territoriali ambientali di paesaggio dei Torrenti Parma e Baganza” definito dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Parma (Approvato Del. C.P. n° 118 del 22.12.2008), il cui obbiettivo è la realizzazione di una "rete ecologica territoriale" attraverso la "ricostruzione e qualificazione delle connessioni fisiche fra gli elementi puntuali e lineari di riconosciuto valore ecologico che, pur in modo frammentario, costituiscono i punti nodali su cui strutturare la rete ecologica di livello provinciale".
Attraverso lo sviluppo di tale progetto potrebbero intrecciarsi proficuamente la salvaguardia dell’ecosistema fiume e la fruizione responsabile dello stesso, nell’ottica, come si legge nel PTCP, di:
  • favorire l’utilizzo di aree a naturalità diffusa non adeguatamente valorizzate, con la creazione di "oasi periurbane" finalizzate alla tutela naturalistica, il recupero delle fasce golenali e il consolidamento dei torrenti come corridoi ecologici;
  • rendere fruibili le aree periurbane marginalizzate ma di grande potenzialità, dando inizio ad usi ricreativi e culturali regolamentati e non più “abusivistici” delle aree golenali;
  • promuovere l'utilizzo culturale e ricreativo degli ambiti fluviali, troppo spesso considerati “terra di nessuno”, risolvendone i problemi di gestione e di manutenzione. 

Isabella La Fata

sabato 15 giugno 2013

La circonvallazione di Corcagnano


-2.500 mq di tracciato stradale
-30.000 mq di superficie
asfaltata
-mezzo milione di mq sottratti all’uso agricolo oltre alle altre aree di espansione ad ovest della strada per Langhirano.

Tornano i Giochi delle 7 Frazioni!


 Tornano a svolgersi i Giochi delle Sette Frazioni, è la quarta edizione.
Questa volta la festa alla quale partecipano ormai tutti i residenti del quartiere, quelli vecchi ma anche quelli nuovi, si tiene a San Ruffino. La redazione di questo “Catullo” saluta con gioia l’evento nel quale riconosce l’inizio di un lavoro teso da un lato alla ricostruzione di un senso comunitario tra i cittadini di questa parte della città e dall’altro alla riscoperta di un’identità storicamente riconducibile al vecchio comune di Vigatto. Questo territorio, ridotto nella vigente terminologia urbanistica a “frazione”, sarà per noi il campo di sperimentazione e di ricerca di una nuova progettualità urbana. I tempi duri che stiamo attraversando, duri non solo economicamente ma anche se visti sotto il profilo del riconoscimento della partecipazione civica alla vita politica e istituzionale, trovano in eventi come questo dei giochi un segnale di volontà di rinascita e di continuità con chi alla esperienza concreta della passione civica non ha mai rinunciato.
L’ intitolazione dei giochi a Luciano Benedini, appassionato promotore della pratica sportiva da parte dei giovani, ne costituisce una testimonianza viva e consapevole.
Auguriamo ai giochi un rinnovato successo ed una ampia partecipazione di pubblico ed anche una risonanza che vada oltre il limite cittadino. Da parte nostra, ponendoci sulla stessa linea, con questo blog giornale e non solo intendiamo affrontare questioni sentite, come quello della scuola di Vigatto e della circonvallazione di Corcagnano; ma anche altri temi meno sentiti ma comunque maturi, come quelli del riuso delle aree industriali. La partecipazione alla costruzione di “Catullo” è aperta a tutti e le questioni di progettualità del nuovo paesaggio urbano non sono le sole che il blog/giornale intende affronatare.

venerdì 10 maggio 2013

Il nome di questo blog/giornale


A Caio Lutezio Catulo pretore romano fu dedicata, in età augustea la bonifica dei suoli compresi tra gli alvei dei torrenti Parma e Baganza a sud della loro confluenza. La bonifica posta in atto con il sistema della centuriazione, consentì l’ insediamento di una prima comunità agricola e caratterizza con il suo disegno il paesaggio e la struttura del territorio. E’ per questo che abbiamo dato a questo blog il suo nome italianizzandolo in Catullo per renderlo più facilmente memorizzabile.  Infatti il toponimo Vigatto che fu riconosciuto al Comune istituito nel 1806 da Ugo Eugenio Nardonn Prefetto degli stati di Parma, incaricato da Napoleone deriva da “vicus catuli”. L’intento perseguito con questo blog ,che vuole diventare un vero e proprio giornale, è quello di far crescere attraverso una partecipazione corale il senso di appartenenza ad una comunità di quartiere ed urbana. Siamo convinti che ce ne sia bisogno, di fronte allo scoramento prodotto dalla politica ed al senso di distacco e di estraneità che molti cittadini cominciano ad avvertire dalle Istituzioni Civili e dalle strutture di governo a tutti i livelli anche quelli locali. Tutti possono contribuire a costruire questo blog e questo giornale scrivendoci sopra. Tutti gli argomenti utili a creare il senso di comunità ed a promuovere la partecipazione alla vita civile e politica da parte dei cittadini di buona volontà.
Qualcuno prima di noi, in quel che resta del vecchio Comune di Vigatto, ha scoperto che esistono le condizioni per fare delle cose insieme: tanto per cominciare hanno cominciato a giocare.
I “Giochi delle 7 Frazioni” sono il segno evidente che la voglia di stare insieme e di farsi conoscere c’è ancora e che se coltivata con passione può anche essere contagiosa.
Da parte nostra i promotori primi dell’ iniziativa cominceremo a dare un contributo alla ricerca maturata nell’arco di qualche anno  e sfociata nella richiesta di fronte al consiglio di  circoscrizione di rispondere alla domanda di una nuova scuola elementare a Vigatto capace di soddisfare i bisogni della popolazione residente nelle frazioni di Fontanini, Alberi, Vigatto e Panocchia.



Il nostro contributo al dibattito che iniziò a suo tempo è costituito da un progetto definito a livello preliminare dell’ampliamento della vecchia scuola elementare di Vigatto, costituita nel 1913 e tutt'ora attiva.
Fondamento e presupposto del progetto sono:
1-  l’affermazione dell’importanza e della valorizzazione del vecchio manufatto edilizio e quindi della scelta di un suo ampliamento piuttosto che la costruzione di una nuova scuola in un altro sito (Vigatto o Alberi secondo ciò che qualcuno ebbe a proporre a suo tempo).
2-  La necessità inderogabile di tutelare la veduta  che dalla scuola si estende ad est e a sud con lo sfondo della  villa del marchese fino a comprendere le costruzioni del vecchio caseificio e dell’ antica chiesa del paese.
3-  La proposta che il complesso della nuova scuola si ponga come centro di aggregazione sociale del quartiere e quindi offra alla popolazione residente degli spazi da destinare ad attività non esclusivamente scolastiche e comunque praticabili nei tempi e negli orari non dedicati alla didattica (attività sportive, assemblee pubbliche , mensa, biblioteca…)

La costruzione delle scuole elementari in tutte le otto frazioni dell’allora comune di Vigatto si configura come un episodio importante della storia del paesaggio di questa zona delle campagne attorno a Parma. Infatti questi edifici si impongono in modo significativo in un contesto territoriale nella quale è ancora oggi possibile trovare i resti visibili di una storia antica, che è ancora in atto e che merita di essere conosciuta ed approfondita non solo per scoprire le radici di un’identità ,quella dell’area compresa tra i due fiumi della città di Parma,            ma anche  soprattutto per riflettere sulla necessità di sviluppare quel senso di consapevolezza comunitaria che rende possibile assoggettare a questi presupposti il progetto del paesaggio prossimo venturo.